La Tua Pensione integrativa

Per essere preparato domani, devi fare del tuo meglio oggi.

H. Jackson Brown Jr.
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Giorgio Oliveri Socio-Fondatore di Assit

Oggi voglio parlati dei vantaggi della pensione integrativa.

Perché?

Perché la tua pensione futura va costruita passando dalle preoccupazioni…….ai fatti con la previdenza integrativa (o complementare).

Ciao mi chiamo Giorgio Oliveri Socio Fondatore di Assit. Abbiamo deciso di creare questa pagina non per parlarti dei nostri prodotti ma per darti alcune informazioni in merito a come funziona in Italia il sistema pensionistico e come sta cambiando. Inoltre è molto importante capire come le modifiche normative abbiamo già modificato in modo significativo le future pensioni. 

Pertanto questa sezione crescerà di mese in mese con l’obiettivo di informare tutti i cittadini, soprattutto i più giovani nella speranza di riuscire a rendere semplice un argomento che negli anni si complica sempre di più.

Vediamo alcuni aspetti importanti….

Per effetto delle riforme pensionistiche degli ultimi anni, le future pensioni saranno via via più basse in rapporto all’ultima retribuzione percepita (il tanto nominato tasso di sostituzione): per far fronte a questa tendenza, alla previdenza pubblica è stata affiancata la previdenza integrativa (o pensione integrativa).

I fondi pensione sono un particolare prodotto finanziario e/o assicurativo, con regole ben precise e caratteristiche peculiari.
Oggi 1 italiano su 4 è iscritto alla previdenza complementare, ma spesso, a causa della scarsa informazione, non sfrutta al massimo i benefici.
Ma quali sono queste opportunità e come ottenere il massimo rendimento da un prodotto previdenziale?
Come tutte le cose, non esiste un’unica regola valida per tutti, ognuno di noi ha esigenze e disponibilità economiche diverse. Il nostro obiettivo è provare a darti qualche consiglio generale dal quale potrai trarre le tue conclusioni.

Per prima cosa ti dico che decidere di aderire alla previdenza integrativa significa accantonare regolarmente in una forma pensionistica complementare (fondo pensione chiuso, aperto o piano individuale pensionistico) una parte dei risparmi durante la vita per ottenere una pensione che si aggiunga a quella corrisposta dagli enti di previdenza obbligatoria (INPS, INPDAP, ecc.).

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    Quando aprire un fondo pensione?

    Spesso nelle consulenze che faccio ai Clienti mi sento dire che il momento giusto arriva con il primo contratto di lavoro, ma ti garantisco che in realtà la soluzione migliore è  prima lo si apre meglio è:

    Ecco alcuni motivi…..

    –       La permanenza protratta nel tempo in prodotti di previdenza complementare viene premiata con una riduzione dell’aliquota di tassazione al momento della liquidazione del fondo: dal 15% diminuisce dello 0,30% per ogni anno successivo al 15°di iscrizione al fondo. Lo “sconto” può arrivare fino al massimo del 6% (quindi ad un’aliquota fiscale del 9%): un’evidente convenienza fiscale a seguito di una duratura permanenza nel Fondo.

    –       Dopo 8 anni di adesione al fondo si può chiedere un anticipo del 75% per acquisto o ristrutturazione casa, o del 30% senza giustificato motivo. (Si può sempre chiedere un anticipo del 75% per spese sanitarie gravi);

    Ti ricordiamo che si può aprire un fondo pensione anche solo contribuendo con poco e anche se si è intenzionati a non contribuire immediatamente: “Think big, start small”

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    Quanto versare?

    Naturalmente questo dipende dalle possibilità di ognuno di noi, infatti i fondi pensione non prevedono una versamento minimo o fisso. SI può scegliere. Però, è utile sapere che:

    –       I contributi versati fino a 5.164 euro sono deducibili.
    Anche l’eventuale contributo del datore di lavoro è deducibile dall’ Irpef mentre il TFR non concorre alla formazione dell’importo deducibile. La deduzione massima comporta un risparmio fiscale che oscilla tra € 1.187 e i 2.220 (col versamento annuo di 5.164€);

    –        agevolazione particolarmente interessante per i giovani lavoratori (assunti dopo il 1 gennaio 2007), dal  6° al 25° anno di permanenza nel fondo esiste la possibilità di dedurre fino al 50% in più della deducibilità di cui non si è usufruito nei primi 5 anni lavorativi (con un limite a 7.746,86 euro annui);

    –       Anche I contributi versati sul fondo dei familiari fiscalmente a carico sono deducibili fino a 5.164 euro;

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    Come investire i soldi versati?

    Tutti i fondi pensione hanno diverse linee di investimento: dalla garantita alla più aggressiva. Quale scegliere?

    –       Quando si è giovani vien consigliato di stare su linee più aggressive, spostandosi man mano verso linee più obbligazionarie o garantite con l’avvicinarsi della pensione. In questo modo si  cerca di rivalutare al meglio il capitale investito, mettendolo al riparo quando ci si avvicina all’età del pensionamento.

    –       Esiste la possibilità di effettuare lo switch di linea d’investimento. Ogni fondo regola con criteri diversi le modalità per effettuarlo ma , da normativa, non si può effettuare più di una volta ogni 12 mesi.

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    Come sfruttare al meglio il beneficio fiscale?

    E’ molto importante che tu sappia che la previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano. L’agevolazione vale anche nel caso che tu effettui versamenti a favore di familiari fiscalmente a tuo carico.
    Come abbiamo già scritto, ogni anno, si può dedurre fino a 5.165 euro.
    Per ottenere la deduzione, in sede di dichiarazione dei redditi, si deve allegare l’estratto conto del proprio fondo pensione, o la certificazione dei contributi versati, o la ricevuta dei bonifici effettuati.

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    Quando chiedere la liquidazione del fondo?

    Rispetto alle tradizionali polizze vita (miste) il fondo pensione ha delle regole per la richiesta di liquidazione, che è giusto sapere prima della sottoscrizione.

    Al momento in cui raggiungi i requisiti per la pensione obbligatoria, e a condizione che tu possa far valere almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, puoi trasformare la tua posizione individuale in rendita.

    La rendita costituisce la tua pensione complementare. Puoi anche scegliere la liquidazione della tue posizione individuale in un’unica soluzione fino a un massimo del 50% del capitale accumulato (in alcuni casi anche il 100%).

    E’ possibile ottenere il riscatto o l’anticipazione dei soldi presenti sul tuo fondo pensione se sei in possesso di caratteristiche determinate dalla legge.
    Ma dal punto di vista della tassazione è più conveniente chiedere la prestazione al raggiungimento dei requisiti di pensionamento.
    Infatti il patrimonio accumulato  (al netto dei rendimenti e dei contributi non dedotti) viene tassato da un massimo di 15% ad un minimo di 9%, (diminuisce dello 0,30% per ogni anno successivo al 15°)  mentre chi opta per anticipazioni o riscatti può essere tassato anche fino al 23%.

    In conclusione, come avrai capito i fondi pensione sono uno strumento flessibile, che può essere usato in base alle esigenze  particolari di ognuno di noi, ma con delle regole ben precise che possono far ottenere più o meno vantaggi.

    Se hai dei dubbi o vuoi farci delle domande specifiche non esitare a contattarci.

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari – prima dell’adesione leggere il regolamento, la nota informativa, le condizioni generali di contratto e il progetto esemplificativo standardizzato.